Il Polo Museale

Progetto del museo civico polivalente – Culture del Mediterraneo

Sede del Polo MusealeLa nuova struttura museale è la continuazione logica del “Museo del grano”, allestito nel 1992 dall’Associazione di Studi storici Daunia Sud di Cerignola che ha rappresentato, per più di un decennio, una novità assoluta nel panorama dei musei presenti in Puglia.
Ampie sezioni sono dedicate al grano, alle varie fasi della sua coltivazione. Non poteva essere diversamente, considerato che nella storia dell’agricoltura e dell’economia di Cerignola il grano ha rappresentato nei secoli e continua ancora oggi, forse in misura minore, ad essere con l’olivo e la vite tra le coltivazioni più diffuse.
Rispetto al museo esistente, la sezione etnografica è stata ampliata e comprende oltre ai reperti relativi alla produzione del frumento, anche quelli riguardanti la vite, l’oliva ed altro.
Il Museo possiede una piccola collezione di grosse macine in fonolite, di età romana, con tracce di saldatura di un manico a piombo, e attrezzi agricoli che vanno dalla fine dell’’800 alla prima metà del ‘900.

Non poteva essere scelta sede più adatta per ospitare il museo, il piano superiore dell’edifico che fu sede dell’Opera pia Monte Fornari, perché ben si lega e si presta, visto che si affaccia sul vasto piano delle fosse. Dai balconi della struttura è possibile ammirare la vasta estensione delle circa seicento fosse ancora esistenti e il cui piano è stato ristrutturato e reso fruibile al pubblico, essendo ora zona pedonale. Che spettacolo si presenta agli occhi dei visitatori del museo, quando essi si sporgono e guardano quel piano San Rocco, che per secoli, è stato teatro dell’immane lavoro di sfossatori, carrettieri, operai.

La necessità primaria del museo è quella di rappresentare in forma rievocativa, certo, ma senza dimenticare il presente, i processi di trasformazione tecnologica che si sono susseguiti e che tuttora sono in atto in questo tipo di coltura.
Un museo non può e non deve essere solo la rievocazione storica di una civiltà ormai perduta nel tempo, ma deve essenzialmente essere l’anello di congiunzione tra il passato, il presente e soprattutto il futuro.

Il Museo ha come ambito documentativo lo spazio del territorio di Cerignola. Per questo motivo i reperti, le informazioni grafiche, fotografiche e videografiche fornite riguardano questo solo ambito. Tutte le fasi di lavoro sono descritte partendo dalle tradizioni colturali del luogo senza le eventuali varianti presenti in altri ambiti territoriali. Questa coerenza strutturale permette di seguire con maggiore precisione storica l’evolversi delle tecniche e degli strumenti proprio perché è stato possibile datare con precisione storica l’evolversi delle tecniche e degli strumenti.
Gli oggetti esposti, cioè i vari attrezzi agricoli, sono stati considerati non nella loro realtà oggettuale e quindi indipendente ma connessi alla rete informativa di cui entrano a far parte come specifici elementi. E’ presente perciò uno spazio espositivo formato da un insieme di pannelli descrittivi delle varie fasi di lavorazione, che portano ad individuare gli oggetti esposti. Esempio: se si legge il testo e si incontra la parola “aratro”, da questo termine, graficamente e strutturalmente evidenziato, è possibile passare, all’aratro come referente materiale e viceversa. Quindi, osservando l’oggetto è possibile collegarsi visivamente e in modo immediato a quella parte del testo che ne è la complementare informazione verbale.

L’informazione grafica

Si presenta come scheda accanto all’oggetto – attrezzo, mediante la quale, grazie ad un documentato – disegno, si può rilevare la configurazione d’uso in rapporto al lavoratore che di quell’attrezzo si serve e quindi comprendere sostanzialmente quale ne è la funzione. La costruzione del disegno tende a mettere in risalto in modo volutamente enfatico, non solo la funzione dell’oggetto rappresentato, ma anche tutte le particolarità sulle quali si vuole richiamare l’attenzione dell’osservatore: costumi, positura del corpo durante l’uso dello strumento, complementi lavorativi all’oggetto come anche una sua eventuale custodia o modalità di cura ed altro ancora, dal momento che col disegno l’informazione storica viene appositamente costruita da chi attende all’elaborazione del disegno stesso e alla sua realizzazione.
A completare il sistema grafico di informazione sono stati realizzati pannelli a grandi dimensioni con la funzione di tavole di sintesi. La necessità di queste tavole è stata dettata da due motivi: quello di raccogliere visivamente in un unico insieme grafico la parcellizzazione delle informazioni date per ciascun singolo oggetto di ogni settore relativamente alle sue modalità d’uso, e poi quello di far comprendere come l’articolazione di certi lavori si fondasse essenzialmente sulla sinergia cioè sulla convergenza e contemporaneità del vari movimenti lavorativi. Chiariamo con un esempio. E’ stata prevista una sezione dedicata alla raccolta della paglia, un’altra alla trebbiatura e l’ultima alla pesatura. Questa divisione nata dalla necessità di un’analisi dei singoli momenti lavorativi potrebbe indurre a credere che le tre fasi di lavoro fossero svolte separatamente mentre invece la raccolta della paglia era contemporanea al momento della trebbiatura così come contemporanee erano le operazioni di paleggiatura e pesatura ed era proprio quest’insieme, questa sinergia appunto, a creare il livello di organizzazione di operazioni per gran parte non ancora meccanizzate.

L’informazione linguistica

Il compito dell’informazione linguistica è assolto dalla scheda verbale che affianca il disegno con la configurazione d’uso e che riporta in vernacolo la denominazione dell’oggetto. Vi è una nomenclatura a contatto diretto delle parti di riferimento dell’oggetto esposto, in modo tale che non vi siano rimandi visivi dalla parte reale dell’oggetto al punto dove è indicato il referente linguistico e ciò per dare un senso di immediatezza al rapporto parola – referente materiale.

La multimedialità

Una moderna struttura informativa non può oggi prescindere dall’uso di tecniche multimediali nelle quali convergono dati sonori e dati visivi caratterizzati in modo vario, ciascuno al proprio interno, oppure combinati insieme in modo da offrire possibilità di elaborazione e trattamento per cui per esempio le immagini possono essere combinate variamente tra di loro oppure con i suoni. Ed ecco il museo del piano delle fosse.
Trattasi di uno spazio polivalente dove il visitatore ha visione più allargata della storia e della cultura della città di Cerignola.

 

Il Museo da container a spazio interattivo

Già da tempo l’idea di museo, come luogo tradizionalmente riservato alla conservazione di oggetti del passato, sta cambiando, nel senso che sono state individuate e vengono ormai perseguite a qualsiasi livello, altre finalità, tendenti a creare un rapporto più diretto ed articolato tra spazio museale ed utente. Oggi il museo non è più considerato come luogo elitario e spazio usato soltanto dagli addetti ai lavori e frequentato quindi sempre e solo dagli studiosi specialisti.
La tendenza attuale è invece quella di proiettarsi verso l’esterno, non solo ideando iniziative a forte richiamo di pubblico ma anche fornendo servizi informativi e materiale illustrativo la cui consultazione dovrebbe creare, già, prima della visione diretta del patrimonio museale, i prerequisiti necessari per una successiva e più consapevole visita al museo.
La suddetta funzione costituisce un andamento tendenziale verso cui le realtà museali si stanno muovendo: quindi il museo come spazio di appropriazione, da parte di tutti, della realtà culturale da esso espressa.
Però per poter cambiare le modalità di fruizione del museo si son dovute necessariamente cambiare le modalità di gestione, le quali non possono più tendere solamente all’accurata custodia e salvaguardia del patrimonio artistico e culturale, ma devono perseguire il progetto di diffusione delle conoscenze acquisite su tale patrimonio. E’ quindi consequenziale che, con tale prospettiva di diffusione delle conoscenze, indirizzata a creare per il museo un pubblico di visitatori e un loro flusso costante e variegato, dal turista allo studente, il concetto di informazione sia emerso come centrale e dominante.

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E proprio in questa ottica che è stata prevista una sala conferenze, fruibile da tutti, per poter organizzare convegni e conferenze di qualsiasi genere che possono spaziare dalla presentazioni di libri, trattazione di argomenti i più variegati, mostre fotografiche, di pittura. Insomma un ampio auditorium attrezzato con tecnologie innovative che consentirà la visione su grande schermo di prodotti multimediali e ospiterà con continuità mostre che rinnovano costantemente l’esposizione per una frequentazione sempre rinnovata degli spazi museali.
La collocazione di un grande ascensore consente lo spostamento facilitato al primo piano per gli anziani e i disabili. Il Piano delle fosse granarie, risalente al 1600, fa da scenario storico all’edificio che ospita il Museo per cui l’intera area può essere considerata a carattere museale.